La storia di santità di Massimiliano Maria Kolbe si intreccia per certi versi con quella di Alfonso Ratisbonne, convertito istantaneamente nella Chiesa di sant’Andrea delle fratte grazie all’apparizione della Vergine Maria.

Massimiliano era un giovane frate francescano conventuale quando dalla Polonia venne a Roma per studiare teologia. Ed è proprio nella città eterna che sentì parlare per la prima volta dell’Apparizione dell’Immacolata avvenuta a sant’Andrea delle Fratte. A ricevere la grazia della conversione per l’intercessione di Maria era stato Alfonso Ratisbonne un giovane di origine ebraica, ateo e massone, che in quell’occasione portava per scherno la Medaglia Miracolosa di Rue du Bac (Parigi) regalatagli da un suo amico cattolico.

Attirato da questa incredibile storia, san Massimiliano dà vita a una nuova associazione, la Milizia dell’Immacolata, che ha come scopo la conversione dei peccatori, specialmente dei più lontani, mediante l’intercessione della Vergine Maria. L’essenza della Milizia come afferma lo stesso santo, è costituita dall’offerta totale di se stessi senza limiti né condizioni all’Immacolata; inoltre ogni membro della Milizia porta sul petto la Medaglia Miracolosa per tutta la vita divenendo così ogni giorno strumenti di santità nelle mani della Vergine Maria.

Il 29 aprile del 1918, san Massimiliano, novello sacerdote, volle celebrare la sua prima Messa proprio a sant’Andrea delle fratte presso la cappella dove la Beata Vergine Maria era apparsa. In quell’occasione oltre a pregare per la conversione dei peccatori, affidò all’Immacolata l’Associazione della Milizia chiedendole di guidarla e di proteggerla. Da lì a poco la Milizia dell’Immacolata incominciò a crescere tanto che furono aperte due cittadelle dell’Immacolata, in Polonia e in Giappone, dove centinaia di frati si dedicavano all’apostolato mariano, attraverso la predicazione, il rosario, la medaglia miracolosa e la stampa.

San Massimiliano morì il 14 agosto del 1941 nel campo di concentramento ad Auschwitz offrendo la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Morì pronunciando delle parole molto significative “Ave Maria”, che potremmo definirle come la sintesi di una vita donata che mettendosi nelle mani dell’Immacolata si è fatta strumento di santità.

 

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