In questo particolare momento, con persone in fin di vita senza potersi confessare e le famiglie chiuse in casa senza la possibilità di raggiungere il prete a causa dell’emergenza Covid-19, andare a confessarsi per ottenere la remissione dai propri peccati è davvero molto difficile. Una situazione che getta i fedeli nell’incertezza e nello sconforto per avere negata la possibilità di riconciliarsi con Dio. E allora come fare? Qual’è la soluzione a questo sentito problema ?
 
Nell’omelia odierna a Santa Marta Papa Francesco ci offre la soluzione trovandola proprio nel Catechismo della Chiesa cattolica, promulgato da san Giovanni Paolo II e redatto sotto la guida dell’allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger.

Il Catechismo mette il pentimento al primo posto tra gli atti di chi è alla ricerca del perdono. Il dispiacere per il peccato commesso, accompagnato dalla sincera volontà di non peccare più, rimette le colpe veniali e ottiene anche il perdono dei peccati. Ovviamente questa contrizione deve esser accompagnata dalla ferma volontà di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale.

In attesa di poter ricevere l’assoluzione da un sacerdote, non appena le circostanze lo renderanno possibile, è quindi possibile parlare direttamente con il Signore per chiedergli perdono con tutto il cuore recitando l’Atto di dolore come lo stesso Papa ha chiaramente spiegato:

«È molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti – ha spiegato il Pontefice – parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: “Signore ho combinato questo, questo, questo… Scusami”, e chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di Dolore e promettigli: “Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso”. E subito, tornerai alla grazia di Dio. Tu stesso puoi avvicinarti, come ci insegna il Catechismo, al perdono di Dio senza avere alla mano un sacerdote. Pensate voi: è il momento!  E questo è il momento giusto, il momento opportuno. Un Atto di Dolore ben fatto, e così la nostra anima diventerà bianca come la neve».

Una strada aperta a tutti verso la misericordia di Dio che può essere utile a chiunque e sopratutto a quanti non possono uscire di casa o sono malati.

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