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29 Marzo 2023

Mercoledì V Settimana  di Quaresima – 29 Marzo 2023

Liturgia della Parola (Dn 3, 14-20.46-50.91-92.95; Sal da Dn 3, 52-56)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8, 31-42)

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Riflettiamo insieme

Rimanere nella sua parola è la condizione necessaria per essere discepoli di Gesù, conoscere la verità ed essere liberi. 

Non si tratta soltanto di ascoltare la sua parola e metterla in pratica, ma di dimorarci dentro. È questa l’intenzione di Gesù, che la sua parola sia la nostra casa, il luogo in cui abitiamo per essere protetti e riparati, per vivere una relazione intima. È uno stare sempre dentro, per consumare tutto il nostro tempo fino allo spreco e poter avere uno sguardo sui doni di Dio e non essere più schiavi. La nostra condizione umana, infatti, è schiava del peccato e ha un gran bisogno di essere liberata. 

Abitare la sua parola corrisponde, dunque, all’essere abitati da essa per essere sposati dalla verità che è Cristo Gesù, l’amore di Dio padre che si è fatto carne. Questo incontro ci libera dal peccato, da noi stessi, dall’invidia, dall’orgoglio e dalle passioni, ci riveste della libertà dei figli che abitano nella casa di Dio, dove tutto ciò che è suo e anche nostro. 

Preghiamo insieme

Signore Gesù, fa ch’io possa dimorare nella tua Parola, che possa vincere l’invidia, l’orgoglio, la divisione, le passioni, per essere ricolmo della tua Carità. Amen.

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