Fra Alfonso sarà ordinato Presbitero per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S.E.R. Card. Luis Antonio Tagle, Pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.
Inoltre, Domenica 21 Giugno alle ore 12:00, Fra Alfonso presiederà la sua Prima Santa Messa presso la stessa Basilica.
Sarà presente la reliquia
dell’ex abito votivo
di san Francesco di Paola
Dal 7 al 9 maggio
Triduo in preparazione alla festa di San Francesco di Paola.
Giovedì 7 maggio
SS. Messe: ore 8.00, 10.00, 12.00, 18.00
Ore 18.45: Adorazione Eucaristica: “Adoriamo Gesù con San Francesco di Paola”.
Venerdì 8 maggio
SS. Messe: ore 8.00, 10.00, 12.00, 18.00
Ore 19.00:“Imitatore ardentissimo del nostro redentore”:
meditazione musicale sulla Pasqua con San Francesco di Paola.
Catechesi su testi dei brani biblici di riferimento, canto gregoriano e organo.
Catechesi a cura di P. Giacomo M. D’Orta;
Gregorianista: Vera Kukoleva.
Sabato 9 maggio
SS. Messe: ore 8.00, 10.00, 12.00, 18.00
Ore 19.00: Presentazione del libro “Ti presento Filomena. La Minima confidente del cuore di Gesù”.
Moderatrice: Francesca Giordano.
Interverranno:
don Massimo Sebastiani
P. Taras Yeher O.M., Postulatore Generale dell’Ordine dei Minimi.
Domenica 10 maggio
Festa di San Francesco di Paola
SS. Messe: ore 8.00, 10.00, 12.00, 17.30, 19.00
Ore 19.00: Celebrazione presieduta da S.Ecc.za Rev.ma
Mons. Filippo Iannone O. Carm., Prefetto del Dicastero per i vescovi.
La Santa Messa sarà animata dal Coro Vergine del Miracolo,
diretto dal M° Alessia Galli.
Al termine della Messa, Preghiera della Gente di Mare al S. Patrono
da parte dei Membri della Capitaneria di Porto di Roma.
Ore 20.00: Processione con la statua e la reliquia di San Francesco di Paola
trasportate dai membri della Confraternita San Francesco di Paola e Madonna del Miracolo.
Il corteo sarà animato dall’orchestra diretta dal M° Francesco Procopio.
Itinerario della processione:
via della Mercede, P.zza San Silvestro, via del Corso,
via dei Condotti, P.zza di Spagna, via di Propaganda Fide, P.zza della Basilica.
Dal giorno 16 al giorno 19 marzo saranno esposte solennemente la statua di san Giuseppe appartenuta a Benedetto XVI e la reliquia del Sacro Manto di san Giuseppe
Triduo di preparazione alla solennità SS. Messe ore 8.00, 10.00, 12.00 e 18.00
Lunedì 16 S. Messa delle ore 18.00: San Giuseppe, l’uomo del silenzio e dell’ascolto.
Martedì 17 S. Messa delle ore 18.00: San Giuseppe e l’obbedienza della fede.
Mercoledì 18 S. Messa delle ore 18.00: San Giuseppe e la fortezza nelle prove.
Giovedì 19 – Solennità di san Giuseppe S. Messa delle ore 18.00: San Giuseppe, uomo giusto
In questi quattro giorni, la chiesa resterà aperta ininterrottamente dalle ore 7.30 alle 19.00
SS. Messe ore 8.00, 10.00, 12.00, 17.30, 19.00 Ore 11.30: Ritrovo a P.zza di Spagna per la Commemorazione dell’entrata di Gesù a Gerusalemme e processione verso la Basilica di Sant’Andrea delle Fratte.
TRIDUO PASQUALE
GIOVEDÌ 2 APRILE
Giovedì Santo
Ore 8.00: Ufficio delle Letture e Lodi Mattutine in Basilica. Ore 12.40: Ora Media (Sesta). Ore 18.00: S. Messa in Coena Domini. Ore 21.00: Veglia Eucaristica comunitaria. La Basilica chiuderà alle ore 23.30.
VENERDÌ 3 APRILE
Venerdì Santo
La chiesa resterà aperta ininterrottamente dalle ore 7.30 sino alle 19.00 Ore 8.00: Ufficio delle Letture e Lodi Mattutine in Basilica. Ore 12.40: Ora Media (Sesta). Ore 15.00: Coroncina alla Divina Misericordia. Ore 18.00: Celebrazione della Passione del Signore.
SABATO 4 APRILE
Sabato Santo – Veglia Pasquale
Ore 8.00: Ufficio delle Letture e Lodi Mattutine in Basilica. Ore 12.40: Ora Media (Sesta). Ore 17.00: S. Rosario e Vespri. Ore 22.00: Veglia Pasquale nella Notte Santa.
DOMENICA 5 APRILE
Pasqua di Risurrezione
SS. Messe ore 10.00, 12.00, 17.30, 19.00. (La S. Messa delle ore 8 è soppressa)
Ore 9.30: Apertura della chiesa e recita delle Lodi Mattutine in Basilica.
Nell’ambito degli appuntamenti spirituali e musicali della Quaresima 2026, la Basilica Sant’Andrea delle Fratte ospita un momento di preghiera e musica con il Coro Vergine del Miracolo.
Un concerto che accompagnerà il cammino quaresimale con la bellezza della musica sacra.
10–12 marzo 2026 La Basilica di Sant’Andrea delle Fratte invita tutti i fedeli a partecipare alle SS. Quarantore, tre giorni di adorazione e preghiera davanti al Santissimo Sacramento, nel cuore del tempo quaresimale.
Il tema che accompagnerà questi giorni di spiritualità è:
“Ascoltare e digiunare. La Quaresima come tempo di conversione” (Leone XIV)
Le Quarantore rappresentano un momento privilegiato di sosta davanti al Signore, per riscoprire il valore del silenzio, della preghiera e della conversione del cuore.
Programma Martedì 10 marzo – “Ascoltare” Ore 18.00 Santa Messa presieduta da don Giuseppe Sgambetterra
Mercoledì 11 marzo – “Digiunare” Ore 18.00 Santa Messa presieduta da don Manuel Iaccino
Giovedì 12 marzo – “Convertirsi” Ore 18.00 Santa Messa presieduta da don Domenico Sorridente
Ogni giorno Al termine della Santa Messa delle ore 12.00 esposizione del Santissimo Sacramento.
Ore 17.10 Rosario Eucaristico. A seguire Vespri con reposizione del Santissimo Sacramento.
Confessioni Ore 7.30 – 13.00 Ore 16.00 – 19.00
Nei tre giorni indicati, la Basilica resterà aperta ininterrottamente dalle ore 7.30 alle ore 19.00.
Tutti sono invitati a partecipare a questo tempo di grazia e di preghiera, per vivere più intensamente il cammino della Quaresima davanti al Signore presente nell’Eucaristia.
In tutta la Quaresima, presso i locali della nostra sacrestia raccogliamo generi alimentari di prima necessità da distribuire ai tanti poveri che bussano quotidianamente alla nostra porta.
Rendi la tua Quaresima solidale e collabora con noi. Ti ringraziamo anticipatamente!
Ore 16.45: Accoglienza della statua della Madonna di Lourdes presso la Colonna dell’Immacolata a Piazza di Spagna. Segue processione a Sant’Andrea delle Fratte, recita del santo Rosario e S. Messa
Ore 17.30: S. Messa solenne con la partecipazione dell’UNITALSI presieduta da S. Ecc.za Rev.ma Mons. Samuele Sangalli, Segretario Aggiunto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari. Durante la S. Messa sarà amministrato il sacramento dell’Unzione degli infermi a tutti coloro che lo necessitano. La S. Messa sarà animata dal coro Vergine del Miracolo.
Lunedì, 9 febbraio SS. Messe ore: 8.00, 10.00, 12.00, 18.00
Ore 19: “Maria, madre della cura”. Catechesi a cura di don Maurizio Mirilli, Direttore dell’Ufficio per l’Università della Diocesi di Roma.
Martedì, 10 febbraio SS. Messe ore 8.00, 10.00, 12.00, 18.00
Al termine della S. Messa delle ore 18: adorazione Eucaristica mariana
Mercoledì, 11 febbraio MEMORIA DELLA MADONNA DI LOURDES SS. Messe ore: 8.00, 10.00, 12.00, 18.00
Ore 12: S. Messa presieduta dal parroco, P. Giacomo M. D’Orta. Al termine della S. Messa, ci sarà il saluto della statua
Le dirette del S. Rosario e delle SS. Messe saranno trasmesse sui nostri canali Facebook e YouTube
Omelia nella festa della Beata Vergine del miracolo
Qui, in questa Chiesa e con l’Ordine dei Frati Minimi di san Francesco di Paola, celebriamo la festa della Beata Vergine del Miracolo. Ho accolto volentieri l’invito a presiedere questa Santa Messa per la devozione che nutro verso il Santo paolano, per l’amicizia con l’Ordine dei padri Minimi e anche per l’intimo significato della scena della Vergine che ad Alfonso Ratisbonne, sino a quel momento incredulo, apparve come Madre di misericordia e di perdono.
Nella Supplica alla Madonna recitata prima che avesse inizio la Santa Messa, ci siamo rivolti a lei invocandola: Madre della conversione! È un titolo bellissimo, che meriterebbe di essere inserito nelle litanie alla Vergine. Il verbo latino convergere, da cui nasce la nostra parola «conversione», non ha solo il senso di «cambiare strada» e fare, quindi, come una «inversione di marcia» dal peccato; esso ha pure il senso di «rivolgersi» benevolmente verso qualcuno: proprio come noi lo usiamo per la Vergine quando preghiamo: illos tuos misericordes oculos ad nos converte, «rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi». È quello che fa Maria: ci guardandoci come madre misericordiosa e così ci aiuta a rivolgere i nostri occhi rivolti verso Dio, Padre nostro.
La storia di Alfonso Ratisbonne voi la conoscete ed è davvero superfluo che io la ripeta. Ricorderò solo le parole con cui egli confidò quanto qui gli era accaduto: «La Vergine mi ha fatto cenno con la mano di inginocchiarmi. Mi è sembrato che mi dicesse: va bene! Non mi ha parlato affatto, ma ho capito tutto». Una Madonna che non parla, ma che si fa ugualmente capire! Quante storie – carissimi e vogliate perdonarmi quanto sto per dire – quante storie di «madonne», che parlano in continuazione, quando, invece, la Madonna del Vangelo preferisce ascoltare. Ascoltare, anzitutto il suo Figlio, Gesù. Quelle che abbiamo ascoltato dalla proclamazione del Vangelo sono le ultime che la Sacra Scrittura ci ha trasmesso lei. Dopo, ha soltanto ascoltato; anche sotto la Croce, dove, come dice il quarto vangelo, «stava» (cf. Gv 19,25). Anche lì, Maria non parla, ma ascolta in silenzio.
Alfonso Ratisbonne dice: Non mi ha parlato affatto, ma ho capito tutto! La vera questione è questa: non se Maria parli, ma se noi capiamo! Alfonso Ratisbonne ha capito tutto: era lontano dalla fede e, in un istante, ha sentito trasformato il suo cuore; trasformato non con argomenti, o rimproveri, ma con una presenza che lo illuminava nel buio. Fu, dunque, una conversione improvvisa, totale, proprio come acqua che diventa vino … È l’immagine che raccolgo dal racconto evangelico delle nozze di Cana, che abbiamo ascoltato; una storia da cui apprendiamo come si può passare dalla tristezza alla gioia. In quella storia Gesù dice alla Madre: «Non è ancora giunta la mia ora» (Gv 2,4). Noi, invece, nella Supplica abbiamo detto alla Madre della conversione: «Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante». Facciamo, allora, qualche riflessione sul mistero di Cana.
La prima è che nel racconto Maria compare come «Madre». Siamo in un banchetto di nozze e come composizione di luogo potremmo pensare anche alle nostre feste in famiglia, o tra amici per una qualche ricorrenza festiva: una celebrazione religiosa, una ricorrenza famigliare… Una volta – e ancora da noi sino a non molto tempo fa – le feste erano occasione per ritrovarsi tra parenti, amici. Oggi è molto diverso: nelle feste si fugge via da casa, per una gita, o per altro. Un tempo non lontano, però, nella festa non s’andava al ristorante per scegliere cosa mangiare da un menu, ma le vivande si preparavano in casa e avevano il sapore della nostra vita e delle nostre storie. E le mamme, che avevano cucinato, non mangiavano soltanto, ma pure osservavano se si gustava quanto preparato.
Anche nella storia di Cana c’è l’esperienza del «gusto»: il maestro di tavola appena ebbe gustato l’acqua diventata vino chiamò lo sposo… (gustavit traduce in latino Gv 2,9). Questo richiamo al senso del «gusto» vuole dirci che la salvezza è giunta a noi per una via concreta palpabile, gustabile, ossia anche godibile … perché il Figlio di Dio si è fatto carne nel grembo della Vergine. Maria è attenta per vedere se si sta gustando il cibo e quando s’accorge del pericolo che subentrino l’imbarazzo e il disagio e che la gioia finisca, interviene. Questa è la prima riflessione.
La seconda riflessione è in qualche modo conseguente. Maria sa intervenire perché ha fatto esperienza della misericordia di Dio. Ricordiamo le parole del suo Magnificat: «ha guardato l’umiltà della sua serva… di generazione in generazione la sua misericordia». Questa conoscenza del cuore grande di Dio, che nasce dall’esperienza della sua grazia (Maria è la «piena di grazia»), rende la Madre attenta alle fatiche e alle sofferenze, alle domande e alle debolezze dell’uomo, di ciascuno di noi. Per questo la invochiamo: illos tuos misericordes oculos ad nos converte! Ed è così perché quanto più intimamente si conosce Dio e si fa esperienza del suo amore, tanto più si diventa capaci di conoscere il cuore dell’uomo, di compatirlo e di aiutarlo.
La terza annotazione è quasi una conclusione: quella di Maria è una fede in crescita. Nei testi del Concilio Vaticano II c’è un passaggio molto bello, dove si dice che ella avanzò nel pellegrinaggio della fede (cf. Lumen gentium 58). Ed è davvero così. La parola che ella rivolse ai servi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2,5) ci rivela quanto impegnativo sia stato il cammino di fede di questa madre e a quale conoscenza del cuore del Figlio sia giunta. Il suo pellegrinaggio di donna credente aveva avuto inizio con un fiat: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola», aveva risposto all’angelo (Lc 1,38). Ora, dopo avere vissuto per circa trent’anni in questa esperienza di servizio, Maria può rivolgersi ai servi del banchetto di Cana e dire loro: «fate tutto quello che Egli vi dirà». Divenuta esperta nel fidarsi della parola di Dio e nell’affidarsi a Lui, può aiutare gli altri perché facciano altrettanto.
Maria è passata dal fiat al facite: «fate ciò che vi dirà»! Da discepola della fede ora è divenuta maestra della fede. Tali si diventa non imparando nozioni e teorie, ma facendo esperienza. La sua fede è divenuta talmente forte, da potere anche essere trasmessa ad altri, come quando stringiamo una mano profumata e la fragranza ci rimane addosso. Ora sappiamo che possiamo invocarla: illos tuos misericordes oculos ad nos converte! Sì, Maria è Madre della conversione.
Alla fine di queste considerazioni possono sorgere alcune domande: sappiamo noi, come la Vergine, percepire i bisogni e le necessità del prossimo, oppure siamo ripiegati su noi stessi e chiusi nei nostri egoismi? Siamo disposti ad accrescere la gioia degli altri, oppure prendiamo gusto a complicare i loro problemi e accrescere le loro sofferenze? Io, valorizzo la mia fede nel servizio del prossimo, come la Santa Madre del Signore? Sono soltanto alcune domande, che ci giungono dall’esempio di Maria, Madre della conversione. Portiamole con noi per prolungare l’intima bellezza di questa festa mariana.
Basilica di Sant’Andrea delle Fratte – Roma 20 gennaio 2026